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Paolo Belli feat. Trio Medusa - StorieDal 20 gennaio è in programmazione nelle radio italiane “Storie”, il nuovo singolo di Paolo Belli che, con un’inedita collaborazione del Trio Medusa, anticipa l’uscita dell’album “Giovani e Belli“. Storie è un brano di musica leggera che offre un divertente spaccato generazionale, interpretato in modo ironico e provocatorio da quattro amici quarantenni che non si vergognano di guardare le nuvole e di credere ancora nelle favole.

Giovani e Belli racchiuderà 12 canzoni – spiega Paolo Belli – che sono per lo più realizzate ed interpretate da me insieme a coloro che le hanno composte, come nel caso di questo singolo nato dalla collaborazione con Francesco Cairo. Il progetto Giovani e Belli vuole offrire un’opportunità a quei talenti che pur non avendo, o non avendo ancora, un volto televisivo, spero potranno rappresentare il futuro della musica italiana. La selezione di oltre 2.000 brani ascoltati è iniziata al concertone del Primo Maggio in piazza S. Giovanni a Roma e sarà coronata dall’uscita dell’album in primavera”.

L’idea di fare qualcosa per la musica emergente è stata sposata con slancio ed entusiasmo anche dal trio comico più irriverente d’Italia che, interpretando insieme a Paolo Storie, entra per la prima volta nel mondo della canzone con lo stile, divertito e divertente, che da sempre lo contraddistingue.

Il progetto Giovani e Belli – patrocinato da SIAE, MEI, Roma Capitale, Regione Lazio e Provincia di Roma – è nato con l’obiettivo di valorizzare e dare voce a nuovi autori, compositori, cantautori e band. L’uscita dell’album è prevista per aprile.

Giovani e Belli è un progetto realizzato da Paolo Belli, Cicuta Produzioni e CinicoDisincanto, che prende vita proprio in questi giorni e si concretizzerà a fine novembre al MEI di Faenza 2010 con la presentazione del progetto discografico ed un grande evento live.

Per inviare materiale, potete segnalare su queste pagine i vostri link o, meglio, spedire un cd  con i vostri contatti a CicutaProduzioni – Giovani e Belli – Via della Giuliana, 113 – 00195 Roma.

Segue un estratto del comunicato stampa:

“Ho molto a cuore le sorti dei giovani talenti della musica italiana – dice Paolo – vado spesso nei  live club e vedo un mondo straordinario, fatto di artisti di grande talento costretti, quando va bene, a suonare per pochi euro, a conquistarsi il pubblico con il passaparola e con i concerti porta a porta. In questo periodo della mia vita ho voglia di dedicarmi a quei giovani talenti capaci di trasmettere energia ed entusiasmo”.

Come già dichiarato poco meno di un mese fa alle agenzie di stampa, Paolo ha infatti deciso di dare spazio e voce ai giovani artisti con un progetto intitolato Giovani e Belliche sarà ufficialmente presentato nella seconda metà di maggio e che ha già raccolto il parere favorevole e il sostegno della SIAE, del MEI e di alcune associazioni di etichette e produttori indipendenti come  AudioCoop, nonché della Rai.

“Sarà un progetto aperto e trasversale – spiega Paolo – che vedrà come fine ultimo la pubblicazione di un disco realizzato proprio collaborando con cantautori, band, autori e compositori emergenti e che sarà presentato a novembre al MEI di Faenza. Intanto, in questi mesi vivrà grazie ad un contest e attraverso il supporto dei media, a partire da web e radio. La cosa confortante è che tutto questo progetto, sul quale in silenzio il mio staff ed io stiamo lavorando da quasi un anno, si sta propagando in modo spontaneo e ‘virale’, se così si può dire, ed abbiamo già scoperto artisti straordinari come Davide Zilli, Principe, Purautopia, Marco Panetta della Marcosbanda. E’ proprio l’esperienza positiva dello scorso anno con la Marcosbanda – conclude Paolo – e tutto quello che ne è conseguito, tra cui il premio SIAE, che mi ha dato la spinta definitiva. I talenti ci sono e la musica in quanto tale non è in crisi.

Quello di Marco Benedetti è sicuramente uno dei progetti più interessanti tra quelli arrivati negli ultimi mesi a CinicoDemoZone. Una presenza in palco convincente, arrangiamenti rock elettronici, buone melodie e testi non banali. Faccio fatica, inserito nel primo volume della nostra compilation, è un brano intrigante e di rapido impatto, dotato di un riff magnetico e di un “tormentone” naturale. Tra gli 11 pezzi della compilation è risultato il più trasmesso dalle radio. Aspettiamo ora una prova completa per valutare il progetto nella sua completezza.

La Goccia – Io

La Goccia, duo romano con alle spalle una buona gavetta, si presentano con un singolo (ma forse sarebbe più corretto chiamarlo Ep) contenente tre brani, ascoltabili sul my space http://www.myspace.com/lagoccia.
Io” è la canzone che da il titolo all’intero lavoro e sicuramente, come loro stessi ammettono, è il brano più rappresentativo e forse completo. I confini sonori entro cui si muove “La Goccia” magari non si distinguono per originalità, richiamando alla memoria riferimenti più o meno recenti del rock pop di matrice cantautorale. Però, senza dubbio, c’è una buona capacità di scrivere canzoni, di raccontare storie con parole e immagini non banali. Una goccia non ha fretta, a volte può stare un tempo infinito in bilico sulla punta di una foglia, prima di decidere di lasciarsi andare; e una goccia è anche quanto di più mutevole ci sia, pur mantenendo intatta la propria natura. Per “La Goccia“, come leggiamo sul my space, la scelta del nome non è stata casuale. Se sapranno ricercare con pazienza la forma migliore per esprimere la propria natura, valorizzando quello che è già un buon talento di scrittura, potranno, come una goccia che scivola, lasciare un segno.

Belzer – Un attimo

Da un punto di vista radiofonico, alla canzone dei Belzer selezionata per CinicoDemoZone Compilation non manca nulla. Durata del brano, struttura della canzone, ritornello che apre bene melodicamente con frase “facilmente memorizzabile”. Ed infatti il riscontro sulle radio che hanno preso in considerazione le nostre proposte è stato positivo. Manca forse un pizzico di originalità. Paradossalmente, così com’è il pezzo è buono per una major, perchè rientra in una “categoria”, quella del pop rock, senza correre rischi. Ma se non arriva una major allora forse è il caso di rischiare, andando a delineare una maggiore personalità che trovi riscontro diretto magari sul palco. In ogni caso è un buon punto di partenza.

SM58

Il rap e l’hiphop non sono certo tra i miei generi preferiti. Magari ascolto volentieri alcune cose alla radio ma, per dire, un’ora di hiphop non la reggo.
Questo perchè non sempre trovo originalità, testi degni di nota, melodie. Ma qui il discorso è diverso, perchè quelle degli SM58 rientrano con pieno diritto nella categoria “canzoni”. Non vorrei scivolare nel gioco dei riferimenti, ma, volendo trovarne, c’è un po’ di Caparezza e un po’ dei Sottotono, o meglio ancora il Neffa ai tempi dei Messaggeri della Dopa. Quindi prodotti non di nicchia ma radiofonici, accattivanti, che lasciano un segno. Nelle loro canzoni c’è una certa freschezza, testi non banali e melodie orecchiabili. C’è anche un sito veramente ben fatto www.sm58.net dove è possibile ricostruire una storia intensa, fatta di musica, serate, concorsi e soprattutto tante idee. Presto ne sentirete parlare…

Carote Sbriciolate

Fare reggae in italia è una scommessa rischiosa. Per due ragioni in apparente contrapposizione tra loro. La prima è che nel reggae, girando sempre attorno ad una chitarrina in levare, è facile scivolare nello stereotipo e, peggio ancora, nello ska, il che mette assieme le due cose che personalmente amo meno. La seconda è che, nonostante questo, ci provano in centinaia, neanche fossimo in Jamaica. Le Carote Sbriciolate (gran bel nome) provano a fare reggae e se la cavano bene. Soprattutto perchè quando è il momento di “sporcare” il genere, lo fanno con il rock. Testi a volte solari e leggeri, altre volte più di spessore, ma il risultato è buono. Hanno suonato praticamente in tutti i locali romani e forse è il momento di provare a portare gli strumenti fuori dalla regione con maggiore convinzione.

mama.in.inca

Un cd autoprodotto davvero interessante quello dei mama.in.inca, composto da brani diversi tra loro, tra i quali spiccano “Resina” e “La moda della moda“.
Canzoni con impostazione quasi opposta con atmosfere distanti anni luce, eppure tenute insieme da piccoli ma importanti dettagli. Innanzi tutto una voce sempre in primo piano e mai schiava dell’arrangiamento; e poi la volontà di raccontare il “dorato mondo dello spettacolo” da un punto di vista critico e per certi aspetti malinconico. “Resina” è una fotografia in bianco e nero sconcertante per delicatezza e poesia. Denota talento descrittivo e capacità di raccontare uno spaccato di vita senza scivolare nel banale ma anzi, riuscendo a toccare le corde più profonde dell’anima. “La moda della moda” è un rock scarno tirato ed energico, di evidente impostazione live, che lascia intuire una certa dimistichezza anche con il palco. Insomma, una band che sembra avere qualcosa da raccontare e un proprio stile per farlo. E che potrebbe presto diventare una band “cinica“…

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